PIÙ FIGLI=MENO AMICIZIE

La mia esperienza da genitore mi dice che il numero di amicizie è inversamente proporzionali al numero di figli. Quando avevamo solo 2010, venivamo ancora invitati a cena, o si riusciva a fare qualche giro insieme a qualche amico. Con l’arrivo di 2013 le cene si sono ridotte drasticamente, e raramente riuscivamo ad organizzarci per fare qualche gita con gli amici. Con l’arrivo di 2016 tutti sono spariti. Impauriti? Probabilmente si.

USCIRE CON TRE FIGLI E’ PROBLEMATICO? SOLO PER CHI NON NE HA!

Ogni volta che proponiamo qualcosa, la risposta è sempre la stessa “Magari un’altra volta”. Tra l’altro oramai tutti i nostri vecchi amici hanno figli, quindi non so quale è la vera motivazione. Anzi la so. O no. Io mi sono dato una motivazione. Noi le gite o i pranzi li organizziamo in funzione dei bambini. E’ inutile andare a mangiare in un ristorante stellato con tre bambini, quindi i ristoranti che scegliamo devono avere sempre un parco giochi e le nostre bimbe ci possono andare a giocare. Non sono obbligate a stare sedute per due ore al tavolo.

RICONOSCERE ED ACCETTARE LE ESIGENZE DEI BAMBINI

Le gite le organizziamo nello stesso modo. E’ inutile organizzare un passeggiata in un centro commerciale. Le gite devono avere come meta, un parco, un prato, un bosco, qualcosa dove si possono scatenare. Dove possano sentirsi libere. Perchè le nostre bimbe si possono scatenare, non devono stare a manina o in passeggino (a parte 2016, anche se inizia a lamentarsi…..sempre prima questi bimbi vogliono camminare). Ecco la mia teoria è questa, noi siamo genitori che organizziamo cose per bambini, e se posso dirlo sono molto, ma molto, più divertenti di tante cose da “adulti”. Altri genitori organizzano secondo le loro esigenze ed i bimbi seguono, però dopo non bisogna lamentarsi dei capricci. Per evitare malintesi, sono consapevole anche io che a volte i bambini devono seguire, ma se si salva capra e cavoli…. meglio, che ne dite?

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

8 Risposte

  1. Noi dipende. Ho sempre voluto insegnare ai miei figli a comportarsi in tutte le situazioni, generalmente cerchiamo posti dove possono giocare, adatti a loro, ma per esempio nei viaggi la regola è che ci sono momenti dedicati a loro e momenti in cui si visita qualcosa che interessa particolarmente a noi adulti, lo sanno e hanno imparato a trovare qualcosa di interessante anche dove non sembrava potesse esserci. Stessa cosa per i ristoranti, normalmente scegliamo ristoranti adatti a loro, ma siamo anche andati in un ristorante stellato e a delle cene di gala per il lavoro di mio marito; non sono la norma, ma se succedono voglio che siano in grado di comportarsi e comunque sono situazioni dove mi premunisco con quanti più possibili mezzi per tenerli tranquilli.
    Per quanto riguarda invece le amicizie con altre famiglie io ammetto che riesco più velocemente a farmi amici nei nostri continui spostamenti: i figli mi obbligano/permettono l’approccio con molte più persone di quando invece c’ero solo io. Ma la nostra è una situazione particolare dove non ci sono amici di vecchia data dove l’amicizia cambia per l’arrivo dei bimbi, ci sono sempre nuovi amici che di solito appunto arrivano grazie al fatto di avere dei bimbi della stessa età.
    Infine ultima osservazione: devo dire che alcune volte noi con tre bambini piccoli, facciamo molte più cose di chi invece ne ha solo uno, oppure due con svariati anni di differenza. Però, ecco, il centro commerciale proprio no! Con i miei, soprattutto per la grande (unica femmina e odia i centri commerciali, ma si può??), è un vero supplizio!

    • Lorenzo ha detto:

      Concordo sul fatto che i bambini debbano imparare a comportarsi nelle più svariate situazioni. Anche a noi nell’ultimo viaggio siamo finiti un ristorante molto ricercato, con molte posate, molti piatti, molti bicchieri, tovaglie bianchissime. Io avevo paura se devo essere sincero, invece le mie bimbe sono state perfette, ed il personale molto carino con le bimbe. Per le amicizie ho notato anche io che i figlio permettono/obbligano l’approccio con molte più persone. L’ultima osservazione è proprio quello che intendevo. Noi con tre figli facciamo molto di più e ci facciamo molti meno problemi di chi invece ne ha uno o due o anche nessuno. Beh io ho tre femmine ed al centro commerciale ancora non si può andare……
      Un saluto
      Lorenzo

  2. Priscilla ha detto:

    Ciao, articolo davvero interessante. Che dire in merito? Io sono sempre quella che cerca i compromessi.
    Quando i figli sono piccoli è molto più semplice che si adattino sulle esigenze degli adulti: certo, non sto parlando di andare in discoteca con un bimbo di tre mesi, ma a mangiare in un ristorante credo sia possibile.
    Quando invece i bambini iniziano a dimostrare velleità indipendentiste, allora se ti vuoi godere l’uscita secondo me è molto più salutare improntarla a misura di bambino.
    Per quel che riguarda le uscite con altre coppie con figli noi ne facciamo spesso, anche se ho notato che i miei pupi in compagnia tendono a farsi trascinare in comportamenti che da soli non si azzarderebbero a tenere: invece che copiare le cose positive degli altri bambini si adeguano a quelle negative, per cui dopo qualche ora diventano più irrequieti e indisciplinati.

    • Lorenzo ha detto:

      Ciao,
      sono daccordo con te. Con bambini piccoli si può andare al ristorante. Però ci sono ristoranti che proprio sono incompatibili con i bambini, non tanto per il cibo, quanto per “l’atmosfera”, non so se mi sono spiegato. Ovviamente quando sono piccolissimi allora è molto più facile o molto più difficile a seconda del bimbo (con la prima non potevamo fare nulla, con la terza potevamo fare tutto). Sul fatto che i bimbi si fanno trascinare, diciamo che hai aperto una questione molto ampia. Diciamo che le mie sono trascinatrici, più in giochi che in comportamenti maleducati. Però devo dire che le mie bimbe sono anche ottime osservatrici e tutto quello che vedono lo riproducono per vedere l’effetto che fa. E mai che riproducono comportamenti positivi, di solito solo comportamenti negativi. In linea di principio però ho visto che se si organizza una pranzo o una gita, avere uno spazio dove i bimbi possano scaricare le loro energie, aiuta a limitare quella stanchezza mentale dei bambini che porta spesso a comportamenti irrequieti e capricciosi.
      Un saluto
      Lorenzo

  3. LUCA ha detto:

    Ciao Lorenzo,
    l’ argomento è di quelli non semplici da trattare, inizio col dire che noi la pensiamo esattamente come voi, l’ organizzazione è in funzione delle bambine, il “posto” deve essere compatibile con le loro esigenze, quando capiamo che la cosa prende una strada diversa dai nostri parametri siamo noi che diciamo: “Magari un’ altra volta”. Rimane il fatto che conosciamo (ma non frequentiamo) famiglie che si comportano esattamente come si comportavano “prima” e continuano a fare brunch, aperitivi, cene e cose a cui i figli devono adattarsi. Niente di male sia chiaro e devo anche dire che questi genitori mi dicono che i figli si divertono molto in tali situazioni, sono quindi portato a pensare che sia semplicemente un discorso di abitudini differenti e come tali rispettabili.
    In ultima analisi devo dire che probabilmente proprio per queste differenti abitudini le amicizie di una famiglia si rimodulano a seconda dei cambiamenti, non è detto che due amici o delle coppie di amici rimangano tali anche dopo aver avuto dei figli. Noi ad esempio abbiamo “perso” (ci si vede di meno), alcune amicizie di lunga data proprio per differenti punti vista organizzativi ma per contro ne abbiamo guadagnate di altre che probabilmente non avremmo mai frequentato senza le bambine. Il bilancio è comunque positivo e comunque l’ importante è che ci si trovi bene tutti, bambini compresi!
    Saluti e complimenti!
    Luca

    • Lorenzo ha detto:

      Ciao Luca,
      sicuramente le abitudini differenti non aiutano a conciliare una uscita di gruppo, tanto meno se ci sono bambini che hanno più difficolta ad adeguarsi ad abitudini diverse. Noi per ora non siamo stati così fortunanti ed il bilancio tra amicizie perse ed amicizie nuove non è positivo però….c’è sempre tempo per fare nuove amicizie.
      Saluti
      Lorenzo

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