PAURE

Avevo già parlato della paura, ma gli ultimi eventi mi hanno fatto nuovamente riflettere su questa emozione. Ho notato una differenza tra le paure ancestrali, e le paure che nascono a causa di eventi. Nei bambini, questa differenza è molto netta, mentre crescendo le differenze si nascondono. Una cosa però unisce tutte le paure. E’ l’incapacità di razionalizzare un evento. La paura ti porta a vivere istintivamente, la mente si spegne, l’istinto prende il sopravvento. Questo è il motivo per cui una persona “normale” può reagire in modo diverso di fronte ad una paura. C’è chi piange, chi si nasconde, chi scappa, chi si trasforma in una specie di eroe, chi la affronta, etc. Questo è il motivo per cui alcuni professionisti devono allenarsi costantemente in situazioni estreme per poter rimanere sempre lucidi, ed evitare che la paura prenda il sopravvento.

PAURE ANCESTRALI

2013 e 2016 sono principalmente condizionate da paure ancestrali. La paura di rumori improvvisi e/o sconosciuti, la paura di ciò che non si conosce, la paura di un animale quando fa “vedere i denti”, etc. Paure alle quali reagiscono nascondendosi, o chiedendo di venire in braccio, o chiudendosi gli occhi per evitare di vedere quello che fa paura, o evitando situazioni (aspetto quest’ultimo da non trascurare, anzi insegnare a nostri figli che la tecnica dell’evitamento se usata troppo diventa una prigione). Le paure ancestrali le abbiamo un pò tutti. Chi più chi meno. Alcune passano. Altre rimangono.

EVENTI CHE SI TRASFORMANO IN PAURE

Ci sono eventi, esperienze, situazioni che si possono trasformare in paure. Ad esempio 2013 non aveva mai avuto paura dei dottori, ma un giorno, la nostra pediatra non c’era, ed il sostituto per guardargli la gola è stato brusco. Da quel giorno per far aprire la bocca a 2013 ci vogliono damigiane di pazienza. Me lo ricordo bene cosa abbiamo fatto, quando si era fatta male ai denti. Io seduto sulla poltrona (mi moglie era incinta), lei seduta sopra, 4-5 infermiere che gli facevano teatrino, ed il dottore che cercava di guardargli i denti. Raccontato così fa ridere, ma io ho sudato dieci camice. Ecco una paura nata da un evento. 2010 è quella però che più ha subito alcuni eventi. Lei ha paura degli ospedali, e dei dottori (perchè ti possono mandare in ospedale). E’ una bambina molto coraggiosa, ma non parlategli di ospedali e/o malattie. La paura è nata quando aveva ca. 4 anni. Ho dovuto portare la mamma al pronto soccorso ed è rimasta ricoverata 5 giorni. Per lei è stato un trauma non avere più la mamma. Da quel giorno la paura è nata.

AFFRONTARE LE PAURE

Il giorno che ci siamo fatti male l’unica cosa che 2010 gridava era “non voglio andare in ospedale”. Il suo pensiero, la sua paura era quella. Poi molto coraggiosamente ha affrontato tutto con spavalderia (la sua tecnica per non pensare alla paura). Vi riporto cosa a scritto su un foglio qualche giorno fa:

QUANDO HO PAURA E SONO INSIEME A QUALCUNO/A LO ABBRACCIO, MA QUANDO SONO DA SOLA NON SO COSA FARE E VADO NEL PANICO E NON SO COSA FARE

2010 è consapevole che le sue paure sono irrazionali, se leggete il suo racconto che ho postato in questo articolo la cosa è molto chiare, è anche consapevole che quando ha paura va nel panico.

COME AIUTARE

Non è facile superare le paure, e noi genitori abbiamo un compito importantissimo, quello di non amplificargliele. Per mia esperienza diretta le cose più importanti sono:
1. Non sminuirle (le paure sono molto reali per chi le subisce)
2. Non giudicarle
3. Prenditi tempo per stargli accanto
4. Raccontagli una tua paura
5. Ascoltalo/a (essere ascoltati è una cosa molto importante per i nostri figli)

Cerchiamo di trasformare le paure in qualcosa di positivo che possa aiutare a superare al meglio gli eventi della vita (più facile a dirsi che a farsi)

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

4 Risposte

  1. Mamma Avvocato ha detto:

    I consigli che hai scritto mi sembrano perfetti. In effetti, perchè una paura non diventi fobia, è necessario accettarla prima ed affrontarla poi, da bambini ma anche da adulti.
    Al momento il ricciolino non sembra avere particolari paure, se non quella ancestrale del buio, comunque in fase di attenuazione.

    • Lorenzo ha detto:

      Credo che i bambini siano più propensi ad accettare le paure, a patto che le accettiamo e riconosciamo anche noi genitori. Se le paure dei bambini le sminuiamo, c’è il rischio che si trasformano in fobie. Intanto ieri 2013 è andata molto serena dal dentista. Si è seduta sulla poltrona ed ha aperto la bocca. Conta molto lasciare tempo ai bambini per superare le paure ed avere anche la fortuna, nel caso di 2013, di trovare un dentista molto propenso a lavorare con i bambini.
      Un saluto
      Lorenzo

  2. Priscilla ha detto:

    Post molto interessante. Mia figlia ha avuto per anni paura dell’acqua, portarla in piscina o al mare era un incubo…
    Di fondo i miei figli per ora sono abbastanza tranquilli sul fronte fobie, ma quando affrontiamo una situazione nuova preferisco sempre prepararli in anticipo.

    • Lorenzo ha detto:

      Hai perfettamente ragione, è molto importante prepararli. Ed avere anche molta pazienza con le paure proprio per evitare che diventano fobie.
      Con gli eventi imprevedibili è un pò difficile prepararli, si può però spiegare con calma poi cosa è successo.
      Un saluto
      Lorenzo

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