Ospedale

In questi ultimi post sto vomitando tutti i pensieri dei giorni dopo l’incidente. Oggi vi parlo di cosa si sente e di cosa si ascolta all’ospedale. Non avevo molta voglia di ascoltare, ma credo che inizio a farlo in automatico il che è positivo, ma ha i suoi risvolti negativi (ne riparlerò un altro giorno).

Una fabbrica

Ho la fortuna di vivere in un posto dove il livello della sanità pubblica e molto alto. Per lavoro ho collaborato alla progettazione e costruzione di molte strutture sanitarie locali, quindi posso dire che dal punto di vista strutturale abbiamo ottime strutture ospedaliere e gli investimenti pubblici soni notevoli. Non interessandomi di politica non conosco le questioni logistiche organizzative dell’unità sanitaria locale, ma per esperienza diretta credo che ci siano un po’ di problemi. La percezione avuta è quella di essere in fabbrica. Al centro c’è la malattia, e l’obiettivo è curarla il prima possibile.

Il malato

In questo modo però ci si dimentica del malato. Mi è parso nella breve esperienza ospedaliera che il malato non è al vertice delle priorità. La malattia si, il malato no. Perché dico questo? Perché per avere delle informazioni su quello che hai deve per forza fare mille domande e chiedere mille chiarimenti. I dottori si limitano a chiedere i sintomi e poi fanno loro senza dirti nulla. Inoltre il rapporto dottore paziente e ridotto all’osso, e dipende dal dottore (ci sono dottori più comunicativi altri meno).

I familiari

Quanto sopra vale anche nel rapporto con i familiari. Quelli più stretti ovviamente. I dottori dovrebbero avere sempre un interlocutore esterno. Un malato è malato, non è detto che abbia la lucidità di dirti tutto quello che gli serve. E poi i familiari hanno il diritto di sapere e non devono essere ignorati. Sicuramente stanno soffrendo anche loro e forse più del malato.

Comunicazione

Quello che non ho visto in ospedale è la comunicazione. Non si comunica. Nemmeno tra un reparto all’altro. Quella poca comunicazione usata non è utile. Sicuramente un corso di “Comunicazione non violenta” non farebbe male.

Sotto giudizio

Ho percepito che tutti i medici ed infermieri si sentono sotto giudizio. I giornali, un giorno si ed uno no, parlano male della sanità pubblica. Sentirsi costantemente accusato di non lavorare bene porta a sbagliare obiettivi. Si punta sulla velocità, sull’efficienza, con risultati non soddisfacenti. Forse con gli obiettivi giusti si migliorerebbero anche gli altri aspetti. Sicuramente la sanità pubblica deve essere rivista. Ma questo non è il posto in cui parlarne, e non ne ho nemmeno le competenze. Però uno spunto lo do. Dovrebbero creare strutture sanitarie a metà strada tra il medico di base ed il pronto soccorso dell’ospedale.

Personale ospedaliero

Tutto il personale ospedaliero, dottori, infermieri, operatori sanitari, donne delle pulizie, etc svolgono un enorme lavoro. E lo fanno al meglio. Forse sono stanchi e stufi di essere additati come incapaci. Fanno il massimo con quello che hanno. Riconoscimenti pochi se non qualche grazie. Troppo poco per un lavoro cosi difficile e pesante. Perché poi la merda (non solo metaforicamente parlando) la raccolgono sempre loro. Quindi GRAZIE.

Conclusione

Io invece di trascorrere 2gg in ospedale ne ho passati 7gg. 5gg per aspettare una operazione sono un po’ troppi per me, sicuramente c’erano operazioni ben più importanti prima della mia, ma forse potevano consigliarmi di andare in qualche ospedale vicino. Forse avrei dovuto chiederlo io, ma in quei momenti pensavo solo a come stava mia figlia. Mia figlia invece ha avuto più fortuna. Nessuna notte in ospedale e grande disponibilità (il fatto che conoscevano l’otorino ha aiutato?).

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

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