L’INSIEME

Quando ero piccolo litigavo spesso con mio fratello. Mi ha rubato questo, mi ha dato un calcio, non mi fa fare questo, etc. Mia madre interrompeva subito dicendo “per litigare bisogna essere in due”. Verissimo difficilmente se si è da soli litigare, ma anche per andare d’accordo bisogna essere in due. In questi primi giorni di vacanze scolastiche i litigi in casa tra le bimbe si sono moltiplicati, anche perchè il tempo passato insieme si è moltiplicato. I motivi dei litigi sono sempre molto banali, ma quando si vuole litigare una banalità può diventare il problema più grande del mondo. E come mi sono sentito dire un sacco di volte “per litigare bisogna essere in due”, prontamente lo dico anche alle mie bimbe. La cosa più divertente poi, è che i litigi se li risolvono da soli, io intervengo giusto per fare ancora un pò di confusione in più, perchè il litigio fa parte del rapporto tra sorelle.

UNA FAMIGLIA È COME UNA ORCHESTRA

Quando le bimbe giocano in armonia sembra di ascoltare una piacevole melodia, quando inizia il litigio, la piacevole armonia si trasforma in un gran caos. Il bello delle orchestre è che una ventina o più di componenti suonano almeno una decina di parti diverse che se ascoltate singolarmente hanno poco senso, ma se suonate insieme diventano delle meravigliose opere sinfoniche. Ma cosa serve per suonare insieme. Serve prima di tutto un direttore di orchestra e poi sapersi ascoltare e conoscere se stessi e gli altri. Facile no.

IL DIRETTORE DI ORCHESTRA

Avete mai visto una orchestra con due o tre direttori? Direi proprio di no. Per far suonare una orchestra serve un direttore e solo uno. E per la famiglia è uguale. Anche se in famiglia ci sono due genitori, quando si dirige i due genitori devono unificarsi. Ed anche tra sorelle quando si gioca si elegge virtualmente un direttore di orchestra. Poi sta alla capacità del direttore di orchestra saper valorizzare anche le idee dei singoli, altrimenti non è un direttore ma un dittatore.

GLI ORCHESTRALI

Gli orchestrali per ricreare la sinfonia devono seguire il direttore, altrimenti il risultato è pessimo. Anche in famiglia i bimbi devono seguire i genitori, e durante il gioco i bambini devono seguire chi ha proposto il gioco, con le sue regole. Spesso a casa nostra i litigi partono proprio da qui. Una propone un gioco, le altre dicono di si, ma voglio modificarlo, integrarlo, aggiungere e togliere regole, ma chi ha proposto il gioco non va bene, perchè non è più il suo gioco. Risultato si litiga. Non è facile e ci vuole un grande equilibrio che si impara con l’esperienza

LITIGARE

Allora forse è meglio farli litigare questi bambini così fanno esperienza. Sanno benissimo come si litiga e sanno anche benissimo come finire un litigio. Però il loro ego non conosce ancora la parola mediazione, e quindi è un continuo scontro di eghi (sarà così il plurale?) con tanto di tuoni e fulmini.

SOLISTI

E’ si le mie bimbe sono delle ottime soliste. Singolarmente sono delle bimbe fantastiche, ognuna con le proprie caratteristiche. Il problema dei solisti è che hanno bisogno di un buona orchestra che li supporta. Il problema è quando nell’orchestra ci sono troppi solisti, che fanno fatica a suonare insieme.

DUETTI

Ecco i duetti iniziano a dare ottimi risultati. Sempre più spesso le mie soliste, quando si trovano in due, riescono a suonare insieme, con ottimi risultati. Spesso si cercano, a volte emerge una, a volte emerge l’altra. Sembra quasi che dopo tante prove, e litigi, si è riusciti a trovare una equilibrio che porta all’armonia.

TRII

Il problema nasce quando arriva il terzo solista. Ecco in tre ancora fanno fatica. A volte perchè il terzo solista non è ancora così bravo o capace per seguire il duetto. Altre volte perchè un solista non riesce a trovare il suo ruolo nel duetto. E poi ci sono quei momenti che il terzo vuole entrare nel duetto pretendendo di essere il direttore

FAMIGLIA

Essere una famiglia non è facile, specie se si pretende di essere la famiglia del mulino bianco, ossia una utopica famiglia perfetta. Una famiglia sono mille emozioni, positive e negative. Vanno tutte bene. Però ci vuole tanto allenamento per ricordare a fine giornata solo le cose positive. Le cose positivi sono i ricordi le cose negative è l’allenamento. Una orchestra viene giudicata per l’esibizione finale non per le numerose prove e sbagli commessi. Quindi se a volte vi sembra che tutto vada male, pensate solo che è una giornata di allenamento.

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

2 Risposte

  1. Maddalena ha detto:

    Un articolo che mi ha proprio toccata. La tua sensibilità e positività sono d’esempio, il finale me lo imprimo.

    • Lorenzo ha detto:

      Ciao Maddalena,
      sono contento che l’articolo ti sia piaciuto. A volte un pò di positività è l’ingrediente fondamentale per digerire certe giornate.
      Un caro saluto
      Lorenzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

error: Content is protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi