L’EVOLUZIONE DELLA TAVOLA

Oggi vi parlo di come si è evoluto il momento del mangiare a tavola con la nascita rispettivamente di 2010, 2013 e 2016.

A tavola in coppia

I momenti a tavola erano quelli dove si parlava, si facevano progetti, ci si rilassava. Sederci a tavola è sempre stato un rito di convivialità. Un momento sereno senza fretta. E poi ci è sempre piaciuto cucinare.

A tavola in tre

Con la nascita di 2010, le cose sono iniziate a cambiare. Mi ricordo ancora che appena ci sedevamo a mangiare 2010 iniziava a piangere, perché aveva fame. I primi mesi l’allattamento non è stato facile, e quindi capitava che si rimandava il pranzo (o la cena) alla fase nanna. Poi con l’inizio dello svezzamento abbiamo sempre cercato di mangiare insieme. Me lo ricordo lo svezzamento, pieno di regole. Oggi mangi questo, domani quello, etc. 2010 era diventata bravissima, mangiava di tutto con le posatine e poi…..è arrivato il nido. Quando l’esempio non porta grandi risultati. Magicamente le verdure non erano più buone, si mangiava con le mani, etc, etc, etc. Il momento rilassante era diventato meno rilassante, un po’ più veloce, con meno progetti, ma con tanti aeroplanini che portavano le pappe.

A tavola in quattro

Con la nascita di 2013, le cose non sono poi così cambiate all’inizio. La mamma era già esperta di allattamento, ed ottima organizzatrice di orari (l’allattamento è a richiesta, ma un piccolo indirizzamento di orari non guasta per l’organizzazione familiare). 2010 sempre bravissima a mangiare tutto, ormai aveva iniziato l’asilo ed a parte la scoperta del sale….era un ottima assaggiatrice a tavola. Lo svezzamento di 2013 è stato più ostico, non gli piaceva tutto come a 2010, però il suo esempio è servito a 2013 per imparare ad assaggiare tutto. Anche qui le regole dello svezzamento sono state rispettate, ma con molte più eccezioni. Con il passere del tempo anche lei con l’esempio della sorelle era diventata bravissima. E poi? Beh come sopra il nido, però in aggiunta quando 2013 mangiava con le mani iniziava anche 2010 (perché lei si ed io no???) Però siamo sempre riusciti ad organizzare i pasti tutti e quanti insieme. Il momento era un po’ meno rilassante di prima, ma sempre un momento tutti insieme. Chiacchere e progetti sono tornati, anche perché gli aeroplanini con 2013 non servivano. A lei bastava che le pappe fossero buone. E per buone, intendo cucinate bene e con ingredienti di prima scelta (le carote del contadino sono buone, quelle del supermercato no, tanto per dare un esempio). Diciamo che ha un palato fino.

A tavola in cinque

Beh siamo arrivati alla composizione finale. Con 2016 le cose si sono subito rivelate più semplici. L’allattamento a richiesta con orari ben stabiliti (organizzare una famiglia di cinque non è cosa semplici, ma la mamma è un grandissima esperta). Lo svezzamento…..quale svezzamento….con la terza è un autosvezzamento, ossia mangia quello che c’è a tavola come e quanto vuole. Il nido inizia adesso, ma sta già mangiando con le mani quindi….non cambia nulla. Le altre ovviamente ci provano a mangiare con le mani (ma 2016 mangia con le mani, si voi però avete 4 e 7 anni…..). Le chiacchere ci sono, non nostre, ma quelle delle bimbe. Una gran caciara. SI mangia, si ride, si scherza, si litiga, si piange tutto intorno al tavolo. Noi a volte sembriamo spettatori, e le chiacchere si sono spostate nella fase sparecchiamento e lavaggio piatti. Ops non pIù lavaggio piatti, con la terza è entrata a far parte della famiglia la lavastoviglie (mai più senza).

A tavola (essen gehen)

Questo è il richiamo per la ciurma. Ritengo che sia il momento quotidiano più “familiare” e me lo voglio tenere stretto. A volte c’è un gran casino, ma tutte quello che viene fuori e viene raccontato a tavola non ha prezzo. E poi non è solo mangiare tutti insieme, è anche preparare la tavola insieme, cucinare insieme, mangiare insieme e poi sparecchiare….da soli (quello per ora è rimasto un compito dei soli genitori….ma ci stiamo lavorando).

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quando i nostri figli hanno da insegnarci.

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