IMPOSSIBILI BANALITÀ

Oggi vi voglio parlare della percezione del “difficile” e del “facile”. In questo ultimo periodo spesso mi trovo a riflettere su come alcune attività diventino delle impossibili banalità, che spesso portano a forti crisi. Come ben sapete ho 3 figlie rispettivamente di 8, 5 e 2 anni, quindi ho la possibilità di osservare e scontrarmi con  un ampio spettro di competenze e di abilità, in svariati campi (linguaggio, disegno, calcolo, manualità, concentrazione, coordinazione, etc). Questo post vuole essere un piccolo viaggio in quelle che io chiamo impossibili banalità, ossia quelle attività che noi consideriamo banali, ma che possono diventare ostacoli insormontabili per le mie bimbe.

FARE ORDINE

Inizio con qualcosa di molto comune, il fare ordine. Quante volte chiediamo ai nostri figli di fare ordine, e quante volte le nostre richieste non vengono esaudite. Perchè? I perchè possono essere moltissimi, ma spesso il principale motivo è la generalità della domanda. “Fai ordine in stanza” cosa significa? Anche per mia figlia di 8 anni la frase “fai ordine in stanza” la mette in crisi. Una richiesta così generica le crea confusione. Se con bambini piccoli è piú semplice accettare questa difficoltà ed allora si usano richieste più specifiche come “raccogli i libri che sono sul pavimento e mettili sullo scaffale”, quanto diventano più grandini pretendi che nella frase “fai ordine” siano implicitamente intese le diverse attività da fare. Questa convinzione è sbagliata, perchè il concetto di ordine non è unico. Quello che per me è ordine per qualcun’altro è disordine. Quindi cari genitori continuate a essere sempre molto precisi con le richieste ai vostri bimbi anche se li vedete ormai grandi. Richieste generiche non portano a nessun risultato.

PREPARATI PER ANDARE A LETTO

Come sopra, anche in questo caso la richiesta è generica ed implica diverse attività. Quando dico alle mie bimbe “preparatevi per le nanne”, iniziano a girare a vuoto senza meta. Mi accorgo che proprio non hanno idea di cosa devono fare. Io penso “cavoli lo fanno ogni sera, sapranno cosa fare ormai”. No, non lo sanno. Ed il perchè è semplice, perchè stanno pensando ad altro, ad un gioco, ad una storia, a quello che a loro piace. Infatti ogni tanto 2013 alla frase “preparatevi per le nanne” va a prendere il libro per la lettura serale. Per lei è quella l’unica cosa veramente importante. Quindi ogni sera bisogna con grande calma ricordare una cosa alla volta quello che devono fare: “laviamoci i denti”, “mettiamoci il pigiama”, “prepariamo i vestiti per domani”, “scegliete il libro da leggere”. Richieste generiche non portano a nessun risultato.

COME È ANDATA A SCUOLA?

“Bene”. Ecco la risposta. Raccontare, è un altra cosa che le mie bimbe hanno difficoltà. Effettivamente raccontare non è un cosa facile. Ci sono tantissimi adulti che non sono capaci di raccontare, però è un esercizio molto importante da far fare ai bambini. Per insegnare a raccontare ai nostri bambini, la cosa più importante che noi genitori possiamo fare è ascoltarli con attenzione cercando di capire quello che raccontano e non limitandoci a muovere la testa come i cagnolini che si mettono sulla cappelliera delle macchine. Ad esempio, 2010 ha volte fa dei discorsi assurdi che sembrano sensa senso, ed invece se poi gli chiedi qualche chiarimento quello che dice non é cosí assurdo, ma semplicemente lei fa dei collegamenti tra mille cose e le ingloba in un unico discorso. Se volete che i vostri figli raccontano cercate di fare domande che possono interessare ai vostri figli. Magari chiedete se hanno litigato con qualcuno, se a pausa hanno saltato con la corda, se a lezione il maestro ha alzato la voce, etc. Richieste generiche non portano a nessun risultato

VESTITEVI CHE USCIAMO

Già via ho parlato dei vestiti, quindi vi rimando ad altri post, ma il concetto è sempre lo stesso. Richieste generiche non portano a nessun risultato. Alla richiesta “Vestitevi” le mie bimbe aprono giustamente l’armadio e vanno in confusione, perchè anche se la mamma ha ordinato alla perfezione l’armadio per loro ci sono sempre troppe cose da scegliere. Prima dobbiamo prepare i vestiti, magari aiutandoli a sceglierli, e poi gli si può dire di vestirsi (giusto per la cronaca 2016 ormai si veste in autonomia, anche lei cresce sigh!)

SIATE SPECIFICI E DIRETTI

Provate a pensare, spesso si pretende un pò troppo dai nostri figli. Io sono il primo a vedere le mie figlie piú grandi di quello che sono, e pretendo troppo spesso competenze che come dice mia moglie ancora non hanno. Le mie banalità, sono ancora impossibili per loro. Quindi armatevi di tanta pazienza e consapevolezza che quello che per voi è normale non lo è altrettanto per i vostri figli. Dovrei applicare la mia teoria del fare una cosa alla volta anche alle richieste. Richiedete una cosa alla volta e le cose (forse) si semplificheranno.

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

2 Risposte

  1. Silvia Fanio ha detto:

    Oltre che chiedere com’è andata a scuola, chiedo ai miei bambini se sono stati felici e quando. E li mi raccontano un sacco di cose interessanti

    • Lorenzo ha detto:

      Ho letto il tuo articolo, e ho provato anche io a chiederglielo, ed ha avuto un buon effetto. Ha raccontato più cose. A volte siamo incatenati a domande standard con risposte standard. Domande nuove portano sempre risposte nuove.
      Complimenti per il tuo blog e per la tua rubrica “Scintille di gioia”
      Un saluto
      Lorenzo

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