COSA VOGLIO FARE DA GRANDE

In questi mesi l’argomento lavoro ha occupato molte chiaccherate/discussioni in famiglia. Un giorno 2010 ha preso la parola e con molta sicurezza ha detto:
“sapete cosa voglio fare da grande”
“da grande voglio fare la pasticcera”
La mamma, con la quale aveva già parlato di cosa volesse fare da grande gli dice:
“Bello, ma non volevi fare l’illustratrice di libri per bambini”
2010 con grande calma risponde:
“Si mamma, quello lo farei il pomeriggio. La mattina faccio la pasticcera, il pomeriggio disegno. Poi il fine settimana faccio l’insegnante di equitazione”.

PASSIONI

Beh, lo spirito imprenditoriale non le manca. La sua idea non fa una piega. Ha trasformato le sue attuali passioni in lavoro, e si è tenuta tutte e tre le opportunità aperte. Da giovane sono sempre stato spronato a studiare e laurearmi. E l’ho fatto. Sono un ingegnere ed i miei genitori sono orgogliosi che lo sia. “Vedrai che da ingegnere trovi facilmente un lavoro”. Questa frase era un must. Ed in effetti non ho mai fatto fatica a trovar lavoro. Ma le passioni? Oggi posso dire con serenità, che le persone che sono riuscite a trasformare la loro passioni in un lavoro, non saranno mai stufe del lavoro. Stanche si, ma non stufe. Io non ho avuto il coraggio di trasformare le mie passioni in lavoro. Però posso appoggiare ed aiutare le mie figlie, ed anche mia moglie, a farlo.

LAVORI, MESTIERI, PROFESSIONI, TITOLI

Molti danno estrema importanza al tipo di lavoro svolto, alla professione, al titolo universitario.
“Che lavoro fai?”
“Sono Ingegnere/Avvocato/Architetto/Medico”
“wow”
“Che lavoro fa suo figlio/a?”
“E’ Ingegnere/Avvocato/Architetto/Medico”
“wow”

Ci si dimentica che il lavoro è una parte della tua vita molto grande. Se lavori solo perche è bello dire
“Sono Ingegnere/Avvocato/Architetto/Medico”
Rischi di buttare via un sacco di tempo.

LA DOMANDA GIUSTA

Ogni tanto 2010 dice “voglio fare l’ingegnere come te”, ma io gli rispondo sempre: “sono contento che vorresti fare il lavoro che faccio io, ma sarei ancora più contento vederti felice quando lavori. Cosa ti rende felice? Ecco trasformalo in lavoro”. La domanda giusta è “Cosa ti rende felice”, non cosa voglio fare da grande. Se 2010 è felice quando fa le torte con la mamma e vuole far la pasticcera, chi sono io a dirgli “ma no, studia invece di pensare alle torte”. Gli stroncherei un sogno. I nostri figli devono prendere la loro strada, non percorrere la nostra strada o peggio ancora la strada che avremmo voluto percorrere. Noi genitori possiamo solo stargli accanto e supportarli.

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

4 Risposte

  1. Concordo, su tutto. Bisogna essere felici nella vita, il resto viene da sé.
    C’è stata una generazioni di laureati, in particolare avvocati e ingegneri, che si sono trovati ad avere studiato come dei muli e non essere riusciti nemmeno a trovare lavoro qui, oppure che hanno trovato un lavoro completamente al di fuori dei loro studi. Solo perché la generazione dei loro genitori aveva in mente il binomio laurea+lavoro, senza dar spazio a nient’altro. Tra l’altro spesso questa è una generazione di ragazzi presuntuosi che solo per il fatto di avere una laurea si aspettano di lavorare senza sacrificio. Se vuoi fare la pasticcera adesso secondo me hai più chance di trovare un buon lavoro pagato che ad essere laureato!
    Per non parlare del fatto che le passioni nella vita sono il motore di tutto, senza quelle l’esistenza è piatta!

    • Lorenzo ha detto:

      Il problema è che ormai sono tutti laureati. Si è cercato a tutti i costi di aumentare il numero di laureati senza pensare ad una evoluzione del mondo lavorativo. Mi fermo qui perchè altrimenti dovrei scrivere pagine su pagine e non è il posto adatto.
      Un saluto
      Lorenzo

  2. Mamma avvocato ha detto:

    Teoricamente sono d’accordo con te, dall’altra, però, non mi sentirei, quando saranno più grandi i miei figli, di dire loro di inseguire le loro passioni senza pensare anche concretamente se possono consentire di guadagnare quanto basta per vivere. Insomma, supportarli anche a essere concreti nell’inseguire i sogni, quando sarà il momento. Da piccoli, è giusto che sia solo la passione a guidarli.

    • Lorenzo ha detto:

      Ovviamente il concetto che ho scritto nel post è uno spunto di riflessione. Come sempre l’equilibrio gioca un ruolo fondamentale. Concordo con te quando dici di valutare se una passione può consentirti di guadagnare quanto basta per vivere. Però sono convinto che le passioni possono essere trasformate in lavori concreti. Non è facile ovviamente. E’ necessario studiare molto, però da giovane hai meno responsabilità e ti puoi permettere di rincorrere un sogno. A 40 anni è più difficile. Io mi sono fatto influenzare troppo dalla concretezza e forse questa scelta non mi ha permesso di giocare bene le mie carte. Adesso avrei mille idee, ma zero tempo e troppe responsabilità per rischiare. Magari a 18 anni lo avrei potuto fare.

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