CONSIGLI PER I COMPITI

Con l’inizio della scuola iniziano anche i compiti. E con i compiti iniziano le lunghe discussione per far fare i compiti. Ed un compito di 10 min può durare anche un’ora. Ed allora cosa fare? Tralasciando l’infinita discussione compiti si, compiti no, questo post vi vuole dare uno spunto per una riflessione sui bisogni dei bambini che la scuola negli anni si è dimenticata nascondendosi dietro la parola “sicurezza”, ma andiamo con ordine.

Far fare i compiti

Siamo stati tutti bambini, e sicuramente l’attività “fare i compiti” non era quella preferita. Io sono cresciuto con la frase “prima il dovere poi il piacere”, e quindi appena si rientrava da scuola, si mangiava, poi subito i compiti, per andare in cortile il prima possibile. L’equazione, prima faccio i compiti prima gioco, l’avevo capita benissimo e l’applicavo alla lettera. Genitori contenti ed io in cortile a giocare. Per ora solo 2010 ha i compiti da fare, e quindi il “problema compiti” lo abbiamo solo con lei. Diciamo che il problema non è la capacità di fare i compiti, bensì quando farli. Dopo pranzo non riesce a fare i compiti, è completamente sconcentrata. Capita che si arriva a farli dopo cena, e non va bene, perchè alla sera poi è stanca.

Abbiamo trovato la soluzione

Ebbene sì, per caso abbiamo trovato la quadratura del cerchio. O almeno sta funzionando da qualche settimana. I compiti vengono assegnati quando non ha rientro, e quindi quando pranza a casa. Mamma lavora fino alle 13.30, quindi preparo io il pranzo a 2010. Lei arriva a casa, mangiamo insieme, e poi prendiamo la bici ed andiamo dalla mamma. Sia io sia mia moglie lavoriamo nella stessa zona, così accompagno 2010 dove pranza la mamma, ed io torno al lavoro. Loro fanno quattro chiacchere, prendono la bicicletta e vanno a prendere 2013 e poi 2016. Quindi rientrano a casa. In questo modo 2010 si fa ca. 7-8 km in bicicletta. Quando rientrano a casa 2010 riesce a sedersi, e fare i compiti senza fiatare, in parziale autonomia. Nel giro di una mezz’oretta tutto finito e nessuna discussione.

Soluzione nata per caso

Questa soluzione è nata da una sorta di punizione. Siccome l’ultima volta che era rimasta a casa da sola ha fatto un piccolo “casino”, il giorno dopo invece di lasciarla da sola l’ho portata dalla mamma in bicicletta. Di ritorno la mamma molto sorpresa ha visto 2010 fare i compiti senza problemi. Ecco allora la lampadina che si è accesa in testa. 2010 ha bisogno di scaricare le ore sedute al banco con un pò di sano movimento. Ed allora abbiamo provato di nuovo l’esperimento ed ha sempre avuto successo. Dopo un pò di movimento 2010 riesce a concentrarsi per fare i compiti. Eureka. Speriamo che la cosa continui a funzionare.

I bambini hanno bisogno di muoversi

Quando andavo a scuola, a pausa si correva, si giocava, ci si sfogava. Adesso per garantire la “sicurezza” i bambini non possono correre, non possono fare giochi troppo movimentati, e non riescono a sfogarsi. E nemmeno quando finisce la scuola, perchè la maggior parte ritorna a casa in macchina, o in bus, raramente a piedi o in bicicletta. Sicuramente ci sono situazione dove è impossibile tornare a casa a piedi o in bicicletta, e per questo motivo la pausa, dovrebbe essere un momento di svago e di sfogo per i bambini. Anzi io proporrei più pause di breve durata.

Movimento

Cari genitori, quello che vi consiglio se vostro figlio a volte ha difficoltà a concentrarsi per fare i compiti, di portarlo al parco per una mezz’oretta a farlo correre, oppure se non avete un parco a portata di mano, fategli saltare un pò la corda, o fatelo giocare un pò con la palla in cortile. Se avete una ciclabile, andate a fare un giro in bicicletta. Se proprio proprio non ci sono possibilità nella zona in cui vivete cercate di fargli fare qualcosa prima di iniziare i compiti, magari andate a fare la spesa, fatelo muovere. Meglio sarebbe farlo sfogare all’aperto. Probabilmente i vostri figli sono stufi di stare ancora seduti, al chiuso, dopo che hanno dovuto stare seduti per tante ore a scuola. D’altra parte noi adulti non andiamo a scaricare lo stress facendo un pò di sport all’aperto……

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

4 Risposte

  1. Io invece devo farglieli fare dopo pranzo per forza perché nel pomeriggio tardi poi ci sono le attività sportive e quindi il tempo dello sfogo è dopo e loro lo sanno. Tra l’altro l’equazione no compiti = no sport ha ben funzionato con un Vitellino piuttosto recalcitrante…

    • Lorenzo ha detto:

      Con la mia quell’equazione invece non ha funzionato. Piuttosto rinunciava a tutto, e comunque non faceva i compiti prima di sera. Per fortuna le attività sono sul tardi, e quindi riesci a scaricarsi andando dalla mamma in bicicletta e poi tornando. Così fa comunque i compiti prima delle attività extrascolastiche.
      Un saluto
      Lorenzo

  2. Mamma Avvocato ha detto:

    Ottimo consiglio, di per sè. Il problema è che il ricciolino ha il tempo pieno e dunque quando esce sono le 16,45. Gioca un po’ al parco davanti alla scuola o.a quello vicino a casa o casa, se piove, però poi è praticamente già ora di preparare cena e dunque non rimaneolto.tempo per i compiti. Dopo cena è impossibile, sono pianto di stanchezza e lo capisco. Insomma, un incubo questi compiti ! E poiagari a scuola fanno “lavoretti”… Va be’ lasciamo perdere. Comunque sull’importanza del movimento in pausa ed intervalli sono d’accordo ma non credo non lo facciano per sicurezza, bensì perché costa fatica alle insegnanti guardarli fuori e sono loro a voler calma e sicurezza di non avere guai.

    • Lorenzo ha detto:

      ….io pensavo che i compiti li facessero durante il tempo prolungato….in effetti dopo il tempo prolungato il consiglio non è applicabile.
      Per “sicurezza” intendevo proprio quello che dici te, si nascondo dietro questo termine per non dover supervisionare durante la pausa, e non avere “rogne”.
      Un peccato per i bimbi che invece avrebbero proprio bisogno muoversi liberamente.
      Un saluto
      Lorenzo

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