COMUNICARE PER ASCOLTARE O ASCOLTARE PER COMUNCIARE

La mia prima figlia, 2010, è una artista e come tutti gli artisti non è facile comprenderli a fondo.

Anche se ci provo ad ascoltarla spesso non capisco i suoi comportamenti ne quello che vuole dirmi. Che padre degenere direte voi, e me lo sono detto anche io, però la situazione è questa.

COME COMUNICARE?

2010 a parole non è in grado di comunicare, mentre gli riesce benissimo comunicare con i disegni e con le poesie. E’ si 2010, ha sette anni e disegna benissimo e scrive delle poesie altrettanto belle. Ogni volta che cerca di comunicarci qualcosa a parole si arrabbia, perché non la capiamo. E spesso la mia necessità di capire mi porta ad esagerare con le domande. E così invece di ottenere delle risposte, ottengo solo nervosismo sia da parte sua sia da parte mia che non capisco a mi ostino a voler capire. L’altro giorno 2010 tornando da scuola mi dice “per fortuna oggi vado da Ringo (è il nome di un cavallo), almeno lui mi capisce”, ed io rispondo “hai proprio ragione, gli animali sono molto intelligenti, riescono a capire senza bisogno di avere spiegazioni”.

FORME DI COMUNICAZIONE

Quindi per farsi ascoltare bisogna anche saper comunicare e per comunicare bisogna anche saper ascoltare. La comunicazione può essere verbale, gestuale, visiva, musicale, ed anche l’ascolto può essere sia uditivo, sia visivo ed in particolar modo emozionale. E se si riesce ad ascoltare e comunicare con le emozioni si crea quel rapporto di fiducia per cui ci si sente liberi di dire quello che si prova e si ha la certezza di essere accettati. 

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quando i nostri figli hanno da insegnarci.

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