COME SUPERARE LA RABBIA

Ultimamente ci sono state situazioni che mi hanno fatto riflettere sulla rabbia e su quello che c’è dietro la rabbia, ma come superare la rabbia? Un capitolo di un libro che sto leggendo adesso (lo sto rileggendo una seconda volta perchè non è facile metterlo in pratica) dal titolo “Le parole sono finestre oppure muri” (di Marshall B. Rosenberg) parla proprio della rabbia. L’ho letto e riletto ed ho provato a trasformare questo capitolo in un disegno, così da spiegarlo anche alle mie bimbe.

UN MURO

La rabbia l’ho immaginata come un muro, più alto di noi, che non ci permette di vedere cosa c’è dietro. Poi ho pensato ai gradini (di cui parla il libro) come ai pioli di una scala appoggiata al muro proprio per superare la rabbia. Vicino ad ogni piolo ho scritto i passi per come superare la rabbia, in modo comprensibile anche per le mie bimbe. Visto che il disegno mi era venuto bene (essere a casa in malattia ti permette di fare cose che altrimenti non faresti) ho deciso di colorarlo, e l’ho messo in bella vista per vedere la reazione delle mie bimbe.

WUTMONSTER

Tempo fa mia moglie aveva comprato il libro “Das kleine Wutmonster” (il piccolo mostro rabbioso tradotto in italiano) che illustra benissimo il meccanismo della rabbia, e di come questo folletto antipatico, il Wutmonster, riempisse di brutti pensieri la testa dei bimbi, così che iniziassero a litigare ed a tirare fuori tutta la rabbia. Alle mie bimbe è piaciuto tantissimo ed ha funzionato. Ogni volta che la rabbia superava i limiti dicevamo “attenta attenta, hai un Wutmonster dietro l’orecchio, aspetta che lo prendo e lo butto fuori dalla porta”. Facevamo finta di prendere il Wutmonster, aprivamo la porta e lo buttavamo via. Se non bastava continuavamo a togliere Wutmonster fino a quando la situazione si calmava.

LA RABBIA PORTA RABBIA

Come tutte le emozioni la rabbia ha il diritto di esistere e non deve essere nascosta, altrimenti è come una pentola a pressione senza valvola. Dopo un pò esplode. Credo però sia importante utilizzare la rabbia, per capire di cosa abbiamo realmente bisogno. Siamo molto concentrati sugli altri e ci dimentichiamo di noi e dei nostri bisogni. Quindi la rabbia è un alleato per riscoprire i nostri bisogni. Così invece di urlare tutta la nostra rabbia agli altri, che risponderanno con altra rabbia, potremmo urlargli tutti i nostri bisogni. In questo modo forse interrompiamo la catena della rabbia.

BISOGNI

Ho parlato di bisogni. Dei nostri bisogni. Ho trovato grosse difficoltà a trovare i reali bisogni, perchè li esprimevo come un giudizio o una azione dell’altro. Non è facile capire ed esprimere i bisogni, per questo motivo vi rimando alla lettura del libro o di un qualunque documento che parla di Comunicazione Non Violenta (www.centroesserci.it), rischierei di confondere e non di chiarire. Io sono ancora alla fase provo a stare zitto e cerco di individuare i miei bisogni. Sono ancora in alto mare nella fase comunicare i propri bisogni.

LA REAZIONE IN FAMIGLIA

“Lo hai fatto te??”, ecco la reazione. Però la spiegazione ha destato curiosità, un pò di polemica, interessamento. Almeno non è passata inosservata. Se 2016 e 2013 ancora non le ho mai viste arrabbiate, 2010 invece lo è spesso. Lo sono anche io, ed anche mia moglie. La stanchezza credo giochi un ruolo importante. Quindi avere uno schema per superare il muro della rabbia aiuta. Io devo ancora imparare il primo gradino. Non riesco a stare zitto quando sono arrabbiato. Tendo a zittirmi dopo aver già parlato troppo. Mia moglie invece ci riesce, ma i passi successivi non sono facili. 2010 invece è un pò in balia della rabbia, quando arriva è come una pentola a pressione….fischia e sbuffa.

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

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