ASPETTARE IL PROPRIO TURNO

La causa della maggior parte dei problemi con le mie bimbe è l’attesa. Le mie bimbe non sanno aspettare. Beh nemmeno io sono uno che ama attendere, però so aspettare il mio turno. Aspettare il proprio turno. Questa secondo me dovrebbe essere la regina delle regole. Memore delle puntate di SOS Tata, ogni tanto provo a scrivere, questa regola, l’attacco sui muri, la ripeto e ricordo mille volte, ma il risultato è sempre lo stesso. Tutte e tre parlano, chiedono, domandano contemporaneamente. Ed oltre a non aspettare il proprio turno, non sanno nemmeno aspettare.

ESEMPIO nr.1

2010: “Mamma mi dai la colla?”

Mamma: “Si un attimo, finisco di pulire tua sorella”

2013: “Mamma mi dai un foglio?”

Mamma: “Si un attimo, finisco di pulire tua sorella”

2010: “Mammaaaa la colla”

Mamma: “ti ho detto un attimo, vedi che sto facendo altro”

2013: “Il foglioooo”

2010: “dove è la colla”

2013: “mammaaaaa”

Mamma: “allora! Un attimo!”

2013: “ho fame”

Mamma: “ma non volevi un foglio…”

2010: “mamma mi dai la forbice?”

Mamma: “ma non volevi la colla”

2013: “ho fameeee! ….brutta mamma”

2010: “non mi ascolti mai”

Mamma: “……..” (avete presente quei fumetti con un enorme punto interrogativo)

2016: “ma-ma, pa-pa, mhhhh”

2016 “mhhhhh ahhhhhh”

Mamma Game Over

ASPETTARE IL PROPRIO TURNO

Ovviamente direte voi, fogli, carta e forbici lasciagliele a disposizione. Sì, ci abbiamo provato, così come i colori, ma non abbiamo un carabiniere sempre ad osservarle e dopo avere ridotto le barbie tutte con il taglio di capelli militare, e risme di carta che finivano come se fossero post-it abbiamo deciso di razionare.

Aspettare il proprio turno. Come fare. Se trovassi la soluzione avrei risolto un sacco di problemi e guadagnato in salute psicofisica sia mia sia del mio amore. Tre bimbe in contemporanea, non nel senso insieme nella stessa casa, ma che si relazionano con te in contemporanea sono distruttive. Ti esauriscono.

ESEMPIO nr.2

Queste ultime serate, sto provando dopo cena, mentre il mio amore mette a letto 2016 ad intrattenere 2013 e 2010 disegnando e facendo qualche parola crociata (quelle per i bimbi con le figure invece che con le definizioni) e la situazione è:

2013: “Cosa disegniamo?”

Papà: “un palloncino”

2010: “cosa è questo?”

Papà: “una bilancia”

2013: “perché non disegni con me?”

Papà: “ecco un bel palloncino, coloralo”

2010: “e questo come si chiama?”

Papà: “lo sai, prova a pensare”

2013: “perché non lo colori con me?”

….(dopo 10 minuti così)

Papà: “allora bimbe, un po’ di pazienza!”

2013: “non vuoi ma giocare con me”

2010: “vado in camera”

Papà game over

ASPETTARE IL PROPRIO TURNO

Aspettare il proprio turno, sono sicuro sarebbe la soluzione a tutti i problemi di quiete familiare. Ogni tanto penso siano ancora troppo piccole, però all’asilo/scuola sanno aspettare il loro turno. Ed a casa? Perché a casa non si può. Sicuramente la colpa è nostra, riusciamo sempre in qualche modo a soddisfare le mille richieste. In fondo sono le nostre principesse (o rospette che speriamo si trasformano un giorno in principesse). Forse ci dovremmo fermare. Un bel sit-in. Se non aspettate il vostro turno scioperiamo e non facciamo nulla.

quasi quasi ci provo e poi vi faccio sapere……

 

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

2 Risposte

  1. A noi succede quando si parla, quando io e il Navigante cerchiamo di parlarci si mettono in tre in contemporanea a parlare, chiedere, fare casino. Lo fanno a posta, perché se invece stiamo zitti nessuno apre bocca.
    Io semplicemente ricordo loro che siamo in cinque, ogni tanto con calma, ogni tanto urlando…lo impareranno prima o poi no?

    • Lorenzo ha detto:

      Ciao,
      “la speranza é l’ultima a morire”, si dice. Anche noi succede, quando iniziamo a parlare, iniziano anche loro. Speriamo che imparino prima….piuttosto che poi:-)
      Un saluto
      Lorenzo

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