Ascoltare il dolore (quello fisico)

Eccomi di ritorno sul blog, dopo un po di assenza. Per fortuna niente di grave. Una frattura, una lunga attesa, una operazione ed adesso in fase di recupero. In questi giorni ho avuto modo di sentire un sacco di dolore e poi visto che occupava gran parte del tempo, di ascoltarlo. Provo a parlare di come ascoltare il dolore.

Si può ascoltare il dolore?

In questo post parlo del dolore fisico. Ci sono tanti tipi di dolore. Quello che ho conosciuto in questi giorni è il dolore fisico. Lo avevo già provato 25 anni fa, ma per fortuna è una cosa che non conosco bene. Il dolore è sempre meglio ascoltarlo e non contrastarlo. La tensione muscolare non aiuta ad alleviare il dolore. Stare per 5 giorni con una frattura scomposta in attesa di una operazione non è facile. Il dolore è molto. Gli antidolorifici aiutano, ma non eliminano il male. In questi giorni mi sono concentrato molto sul dolore, ma non è il modo di ascoltarlo.

Il dolore fisico

Una cosa che ho notato è che il dolore diminuisce quando faccio o penso ad altro. Nel limite del possibile. Quando avevo vicino il mio amore e le mie bimbe il dolore era meno fastidioso. Nella solitudine notturna il dolore era un ostacolo insormontabile. Quindi concentrarsi sul dolore per sentirlo e percepirlo, non aiuta a ridurlo e nemmeno ad ascoltarlo. 2010 deve averlo subito capito. Anche lei ha subito una frattura, ed ha reagito come un leone. In ospedale faceva di tutto per non pensare a quello che gli era successo. Parlava in continuazione. Lei lo ha subito capito. Se penso ad altro, il dolore è meno totalizzante.

Ascolto

Nell’ascolto c’è una cosa molto importante da capire. Ascoltare implica ricevere emozioni senza giudizio. Ascoltare implica riconoscere le situazione, senza dare un nome una etichetta.Ascoltare significa essere consapevole di avere un gran male e non poter a breve risolvere niente. Si ritorna alla parola accettare. Ho male punto. Cosa posso fare? Andare avanti, guardare avanti. Dire adesso ho male. Dimenticarsi delle frasi: “Non passerà mai”, “Devo riprendermi”, “È tutta colpa mia”, e via dicendo. Il repertorio è lungo. Non è facile. Ma non è impossibile. Ci sono persone che vivono con dolori nemmeno immaginabili. Io sono fortunato. Ho vissuto solo qualche giorno con del dolore. Sicuramente questo post non vuole insegnare niente a nessuno. Forse serve più a me, che ho potuto scriverlo. Chiunque voglia raccontare la sua storia può farlo nei commenti.

Lorenzo

Con il blog papainascolto.it, voglio far sentire meno soli, genitori come me, che hanno un sacco di domande e nessuna risposta, che vogliono far tutto giusto ed invece sbagliano, che stanno scoprendo quanto i nostri figli hanno da insegnarci.

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